 Mangiamorte
 Group: Child-like EmpressPosts: 10371 Location: Lord Voldemort Manor Status:  | |
| Hermione sbatté gli occhi, avvolta in un torpore che nemmeno la presenza di Ron poteva scacciare. Li avevano rinchiusi insieme in quella cella...e questo non riusciva a vederlo come una cosa positiva. Il cuore le diceva che non avrebbe dovuto perdersi in quei pensieri, sprecando forse gli ultimi momenti che avrebbero passato insieme, ma era difficile spegnere il cervello...Era il panico a nutrirlo di quel pensieri agghiaccianti...pensieri che le urla che venivano dalle altre celle non facevano altro che alimentare. Erano tempi strani per i Mangiamorte: gli ultimi residui della lotta, in un certo senso. Si trattava di rintracciare gli ultimi ribelli, sbandati dopo la morte di Potter, ed era ora di farlo bene e in fretta. Un compito che Lucius Malfoy sapeva svolgere al meglio. Lo disgustavano quelle celle, con il ricordo di Azkaban inciso nella sua memoria, ma sapere di avere sotto mano gli ultimi membri del patetico trio non poteva che renderlo soddisfatto. Aprì la porta di scatto, senza bussare, e fissò disgustato la Mezzosangue e quella testa calda di un Weasley, senza un moto del volto impassibile. La porta della cella si aprì all'improvviso. Anche quel momento di quiete era concluso. Hermione si allontanò, sentendo Ron riaprire gli occhi e alzarsi a sedere. Entrambi guardarono il mangiamorte infilare una torcia nel morsetto alla parete di roccia, cercando di controllare le loro paure. - Buongiorno a voi – esordì Lucius, con un gelido sorriso che non raggiunse gli occhi da falco. - Spero che abbiate passato bene la vostra ultima notte insieme, perché è giunto il momento di separarvi per sempre – annunciò, vagamente annoiato. La mano destra di Hermione cercò istintivamente quella di Ron, ma solo la stretta in cui la avvolse rivelò la sua ansia. Il viso si fece impassibile, nell'alzarsi verso la figura sopra di loro. Non potevano fare molto di più...la vana battaglia per sfuggire alla cattura li aveva sfiniti. Ron era quello messo peggio, e dopo ore era riuscita finalmente a convincerlo a riposare. Non ho rimpianti, pensò, guardandolo - non dobbiamo averne. - Ron...- sussurrò – Lucius osservava disgustato quel commiato silenzioso e composto, e, estratta la bacchetta, fece cenno a Ron di alzarsi in piedi. - Ho aspettato questo momento con infinito piacere – rivelò, con un sogghigno che distorse la bella bocca. - I Weasley finiranno di infettare il mondo -. Rise a voce bassa e piena, riempiendo la cella. Il fatto di avere avuto quel breve momento di gioia, di vedere il suo sorriso quando gli aveva detto di aspettare il loro bambino...quel momento Hermione cercò di cullarselo nella memoria...di fissarlo in maniera indelebile. Lucius aspettò che Ron si fosse faticosamente alzato in piedi, prima di guardare Hermione. - Fosse per me, piccola Granger, tu saresti morta col tuo amato idiota traditore del suo sangue – commentò in tono mellifluo. – Ma c’è qualcuno che è convinto che sarebbe uno spreco dei tuoi talenti – aggiunse, inarcando le fini sopracciglia bionde. Poi, uscì, costringendo Ron a precederlo. Cosa significava? No, non poteva accettare di...- Noo! - Hermione corse dietro a Ron, rendendosi conto di quello che stava per succedere. Definitivamente. - No, non voglio...essere risparmiata! Non voglio esser separata da lui! – Ma la figura del Mangiamorte la separò da Ron e qualcosa si spezzò dentro di lei, definitivamente. - Dovresti essere riconoscente, Mezzosangue – la schernì Lucius, prima di chiudersi del tutto la porta alle spalle. – Avremmo dovuto distruggere te e quell’essere sanguesporco che porti nel ventre…-. Poi più nulla, se non il buio e il silenzio. Hermione si ritrovò a battere i pugni contro la porta, in lacrime, le sue urla che risultavano estranee alle sue stesse orecchie. Era più di quanto potesse sopportare. si sentiva impazzire. Non voleva sopravvivere a Ron, non voleva vivere quando tutte le persone che contavano per lei erano morte... Un raggio verde filtrò sotto la porta, e Hermione seppe che anche Ron aveva lasciato per sempre il mondo terreno. Forse, avrebbe scelto la morte, in quella fredda e umida cella, se un calcio proveniente dal suo grembo, affamato di vita, non l’avesse riportata alla verità di ciò che aveva sentito crescere dentro di lei.Come in tutti i risvegli che erano seguiti a quell'orribile momento, Hermione sgranò gli occhi su una penombra ostile. Non sarebbe più riuscita a vedere Hogwarts come una casa, perchè adesso era la sua prigione. Anche se non le avevano più torto un capello, anche se Arthur non era mai stato maltrattato...era una prigione. La peggiore, perchè quel destino aveva strappato loro un marito e un padre. (brano scritto con Lorilea) |