La Corte Oscura

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Stanze di Hermione e Arthur, alla sinistra del Ritratto della Sig.ra Grassa
Lorilea
view post Posted on 29/1/2008, 15:37Quote

Utente cancellato






Hermione ripose la piuma con la quale aveva corretto gli ultimi compiti del primo anno. Nell'alzarsi dal tavolino accanto alla finestra, il suo sguardo cadde sul pezzo di parco che si intravedeva.
Era un aprile particolarmente freddo.
Soffriva quanto Arthur di non poter fare più passeggiate nelle ore tra una lezione e l'altra.
Si sforzava di mostrarsi forte per lui, di distrarlo da quella situazione. Diventava sempre più difficile parlare con lui perchè cominciava a capire tante cose.
Capiva la situazione in cui erano...capiva cosa pensavano molti professori, persino molti studenti...quelli più fanatici, ma anche quelli che semplicemente trovavano più comodo non pensare.
Se come insegnante non avrebbe mai potuto ricevere rimproveri - anche perchè faceva di tutto per non esprimere opinioni che l'avrebbero fatta accusare di mettere i propri studenti contro gli ideali della nuova Hogwarts - non era più sicura che come persona la rispettassero allo stesso modo.
Arthur non doveva vivere tutto questo...
Voleva farlo scappare al più presto da un ambiente simile...

Ron...cosa mi diresti, se potessi parlare...?
Ho fatto la scelta giusta?


Ogni giorno le richiedeva scelte difficili, ogni volta che impegnava le ore della notte nello studio di incantesimi che le permettessero di contattare la Resistenza all'insaputa di Piton e dei colleghi...Ogni volta riemergeva la paura di essere scoperta, quella paura che da giovane l'aveva fatta tante volte diventare ligia alle regole fino a risultare pedante...
Il ricordo di certe discussioni con Ron...ed Harry...le strappò un sorriso, ma la portò di nuovo tra le braccia della nostalgia, e poi della disperazione.
Si strofinò le braccia, in quell'improvviso brivido di freddo, e si perse a seguire dalla finestra i giochi nel parco degli studenti più piccoli...a pochi passi dal tasso sotto il quale aveva trascorso con Harry e Ron...e Ginny...i momenti più belli...

Edited by Lorilea - 1/2/2008, 11:48
 
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view post Posted on 31/1/2008, 16:43Quote
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Mangiamorte

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/12/2009, 09:51


Hermione sbatté gli occhi, avvolta in un torpore che nemmeno la presenza di Ron poteva scacciare. Li avevano rinchiusi insieme in quella cella...e questo non riusciva a vederlo come una cosa positiva. Il cuore le diceva che non avrebbe dovuto perdersi in quei pensieri, sprecando forse gli ultimi momenti che avrebbero passato insieme, ma era difficile spegnere il cervello...Era il panico a nutrirlo di quel pensieri agghiaccianti...pensieri che le urla che venivano dalle altre celle non facevano altro che alimentare.
Erano tempi strani per i Mangiamorte: gli ultimi residui della lotta, in un certo senso. Si trattava di rintracciare gli ultimi ribelli, sbandati dopo la morte di Potter, ed era ora di farlo bene e in fretta. Un compito che Lucius Malfoy sapeva svolgere al meglio. Lo disgustavano quelle celle, con il ricordo di Azkaban inciso nella sua memoria, ma sapere di avere sotto mano gli ultimi membri del patetico trio non poteva che renderlo soddisfatto. Aprì la porta di scatto, senza bussare, e fissò disgustato la Mezzosangue e quella testa calda di un Weasley, senza un moto del volto impassibile.
La porta della cella si aprì all'improvviso. Anche quel momento di quiete era concluso. Hermione si allontanò, sentendo Ron riaprire gli occhi e alzarsi a sedere. Entrambi guardarono il mangiamorte infilare una torcia nel morsetto alla parete di roccia, cercando di controllare le loro paure.
- Buongiorno a voi – esordì Lucius, con un gelido sorriso che non raggiunse gli occhi da falco.
- Spero che abbiate passato bene la vostra ultima notte insieme, perché è giunto il momento di separarvi per sempre – annunciò, vagamente annoiato.
La mano destra di Hermione cercò istintivamente quella di Ron, ma solo la stretta in cui la avvolse rivelò la sua ansia. Il viso si fece impassibile, nell'alzarsi verso la figura sopra di loro. Non potevano fare molto di più...la vana battaglia per sfuggire alla cattura li aveva sfiniti. Ron era quello messo peggio, e dopo ore era riuscita finalmente a convincerlo a riposare. Non ho rimpianti, pensò, guardandolo - non dobbiamo averne.
- Ron...- sussurrò –
Lucius osservava disgustato quel commiato silenzioso e composto, e, estratta la bacchetta, fece cenno a Ron di alzarsi in piedi.
- Ho aspettato questo momento con infinito piacere – rivelò, con un sogghigno che distorse la bella bocca.
- I Weasley finiranno di infettare il mondo -. Rise a voce bassa e piena, riempiendo la cella.
Il fatto di avere avuto quel breve momento di gioia, di vedere il suo sorriso quando gli aveva detto di aspettare il loro bambino...quel momento Hermione cercò di cullarselo nella memoria...di fissarlo in maniera indelebile.
Lucius aspettò che Ron si fosse faticosamente alzato in piedi, prima di guardare Hermione.
- Fosse per me, piccola Granger, tu saresti morta col tuo amato idiota traditore del suo sangue – commentò in tono mellifluo. – Ma c’è qualcuno che è convinto che sarebbe uno spreco dei tuoi talenti – aggiunse, inarcando le fini sopracciglia bionde.
Poi, uscì, costringendo Ron a precederlo.
Cosa significava? No, non poteva accettare di...- Noo! - Hermione corse dietro a Ron, rendendosi conto di quello che stava per succedere. Definitivamente. - No, non voglio...essere risparmiata! Non voglio esser separata da lui! –
Ma la figura del Mangiamorte la separò da Ron e qualcosa si spezzò dentro di lei, definitivamente.
- Dovresti essere riconoscente, Mezzosangue – la schernì Lucius, prima di chiudersi del tutto la porta alle spalle. – Avremmo dovuto distruggere te e quell’essere sanguesporco che porti nel ventre…-. Poi più nulla, se non il buio e il silenzio.
Hermione si ritrovò a battere i pugni contro la porta, in lacrime, le sue urla che risultavano estranee alle sue stesse orecchie.
Era più di quanto potesse sopportare. si sentiva impazzire.
Non voleva sopravvivere a Ron, non voleva vivere quando tutte le persone che contavano per lei erano morte...
Un raggio verde filtrò sotto la porta, e Hermione seppe che anche Ron aveva lasciato per sempre il mondo terreno. Forse, avrebbe scelto la morte, in quella fredda e umida cella, se un calcio proveniente dal suo grembo, affamato di vita, non l’avesse riportata alla verità di ciò che aveva sentito crescere dentro di lei.


Come in tutti i risvegli che erano seguiti a quell'orribile momento, Hermione sgranò gli occhi su una penombra ostile. Non sarebbe più riuscita a vedere Hogwarts come una casa, perchè adesso era la sua prigione. Anche se non le avevano più torto un capello, anche se Arthur non era mai stato maltrattato...era una prigione. La peggiore, perchè quel destino aveva strappato loro un marito e un padre.

(brano scritto con Lorilea)

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view post Posted on 7/4/2008, 13:54Quote
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Nobile Purosangue

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/12/2009, 15:21


Hermione si alzò dal letto e si diresse verso il bagno.Si sentiva scossa, come ogni mattina. Prima di aprire gli occhi riviveva ogni giorno gli ultimi attimi di vita del suo Ronald e quelle immagini non facevano altro che spezzare ancora di più il suo cuore.
Si preparò come ogni mattina per recarsi a fare colazione nella sala grande insieme agli studenti e ai suoi colleghi professori.
Il sol pensiero di vedere Piton la nauseava.Quanto aveva ragione Harry a non volersi mai fidare di lui... ma adesso nè lui nè Ron erano li presenti e spensierati a ipotizzare spiegazioni sui misteriosi comportamenti del Professor Piton, l'insegnate di pozioni. Adesso quello era soltanto uno spregevole uomo che stava rendendo la sua vita e quella si suo figlio un inferno.
Costretta alla prigionia in un luogo che un tempo considerava la propria casa, Hermione andava avanti, risoluta come solo lei poteva essere.
Una volta pronta, uscì dalla sua stanza e si diresse al piano terra.

 
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view post Posted on 27/4/2008, 12:13Quote
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Nobile Purosangue

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/12/2009, 15:21


Dopo aver congedato gli studenti, Hermione non riuscì ad attendere gli studenti della successiva lezione nella stessa aula.Avrebbe iniziato la seconda lezione del giorno con qualche minuto di ritardo...
Sentiva il cuore scoppiare, così si diresse quasi correndo nella sua stanza: L'inica oasi quieta lontana da quella vita tormentata.
Appena si chiuse la porta dietro le spalle fu più forte di lei: appoggiò la schiena sulla porta e scivolo fino a terra.. piccole calde lacrime adesso le rigavano il viso.
Sapeva bene perchè questa reazione, perchè proprio in quel momento tutta quella improvvisa tristezza: proprio quel giorno segnava che era passato un altro anno dalla morte di Ron.
Nessuno lo sapeva, nessuno lo ricordava. Lei sola nel suo dolore...

 
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